Roman Roads non è soltanto una gara, ma un viaggio costruito attorno alle strade secondarie più belle d’Italia, selezionate per piacere di guida, valore paesaggistico e contenuto storico. Dalla Riviera del Conero alle colline umbre e toscane, passando per Frasassi, Fabriano, Gubbio, Urbino, Città di Castello, San Leo, San Marino e fino al suggestivo arrivo al Grand Hotel Rimini, Roman Roads 2026 ha offerto un concentrato di strade da guidare, paesaggi da attraversare e luoghi da vivere, nel segno di quella formula unica che fonde competizione di regolarità, cultura e ospitalità di alto livello.
Si chiude nel segno dell’eleganza, della regolarità e del grande turismo d’autore la quinta edizione di Roman Roads, manifestazione ormai stabilmente entrata tra gli appuntamenti di riferimento del calendario internazionale dedicato alle auto storiche.
Dal 14 al 18 aprile, 38 equipaggi provenienti da 14 paesi e 4 continenti hanno attraversato il cuore d’Italia lungo un itinerario di 573 chilometri in 10 tappe, confermando la vocazione internazionale di un evento che anno dopo anno continua a distinguersi per qualità organizzativa, fascino dei percorsi e livello delle vetture al via.
Roman Roads 2026, i vincitori
A imporsi nella classifica generale sono stati Spyridon Moustakas, dalla Grecia, e Marie Husson, dalla Francia, su una piccola ma sempre efficace Alfa Romeo GT 1300 Junior del 1974, interpreti di una prova condotta con precisione, costanza e perfetto spirito sportivo. Una vittoria che ben rappresenta l’anima della manifestazione: internazionale nel respiro, autenticamente italiana nella sostanza.
Se l’edizione 2026 ha avuto una cifra distintiva, è stata la scelta — voluta dagli organizzatori — di portare i partecipanti alla scoperta di luoghi e scenari meno conosciuti dal pubblico internazionale, privilegiando angoli d’Italia lontani dai circuiti più prevedibili del turismo straniero. Una filosofia che ha permesso a molti equipaggi di vivere territori nuovi e sorprendenti.
Tra i momenti rimasti particolarmente impressi ai partecipanti, il pranzo ospitato all’interno della cinquecentesca Università di Urbino, esperienza rara in una delle capitali del Rinascimento italiano; il passaggio e il pranzo nel cuore del centro storico di San Leo, piccolo gioiello sospeso nel tempo, e la spettacolare parata conclusiva nel centro di San Marino, culminata con la bandiera a scacchi sventolata davanti al Palazzo Pubblico, in una cornice di grande impatto scenografico e simbolico.
Ancora una volta, il valore aggiunto dell’evento è stato il percorso. Non semplice cornice, ma parte integrante dell’esperienza.
Come ha dichiarato John Karampelas, presidente della scuderia Triskelion e co-fondatore di Roman Roads: “Quest’anno abbiamo volutamente cercato un’Italia meno conosciuta, meno ovvia, soprattutto per i nostri equipaggi internazionali. L’idea era offrire non solo una gara e un itinerario, ma una scoperta autentica, portando i partecipanti in luoghi dove probabilmente non sarebbero arrivati da soli. Vedere il loro entusiasmo a Urbino, San Leo o durante la parata finale a San Marino ci ha confermato che questa era la direzione giusta”.
Gli fa eco Michele Di Mauro, co-organizzatore dell’evento: “Roman Roads continua a crescere perché resta fedele alla propria identità: strade straordinarie, grande attenzione sportiva e un forte contenuto culturale. Ogni anno cambiamo scenario proprio per mantenere viva questa idea di viaggio unico e irripetibile”.
Ed è proprio questa filosofia a rendere ogni edizione diversa dall’altra. Roman Roads cambia infatti ogni anno scenario, esplorando territori sempre nuovi del nostro Paese e offrendo ai partecipanti un’esperienza irripetibile a ogni edizione.
Merito di una visione organizzativa consolidata, curata da Triskelion, Michele Di Mauro e Scuderia Campidoglio, che ha saputo ancora una volta coniugare precisione sportiva e spirito del grande viaggio, mantenendo alto quel livello qualitativo che gli appassionati internazionali riconoscono come cifra distintiva dell’evento.
Chiude Pierpaolo Berardi, Segretario Generale di Scuderia Campidoglio: “Ciò che mi più mi ha soddisfatto è stato il clima che si è creato tra i partecipanti, caratterizzato da uno spirito sportivo sano, mai sopra le righe, alternato a momenti di condivisione, gioco e leggerezza. Ne è nata un’intesa vera che ha reso tutto ancor più speciale. Per noi è il risultato più bello”.
Archiviato il successo della quinta edizione, lo sguardo è già rivolto al futuro. Gli organizzatori sono infatti già al lavoro sul nuovo itinerario di Roman Roads 2027, in programma dal 4 all’8 maggio, con un nuovo territorio italiano pronto a diventare protagonista del prossimo capitolo.













