Durante il Campionato del Mondo Under 21 di pallavolo 2021, ospitato tra Italia e Bulgaria, la Sardegna è stata per alcuni giorni uno dei centri della pallavolo mondiale. «In quell’occasione ho ricoperto il doppio ruolo di speaker ufficiale e responsabile della musica in arena, contribuendo a costruire ritmo, atmosfera e identità sonora delle partite – racconta Giuseppe Baratta – Fin dai primi giorni si è creato un clima particolarmente positivo con la Nazionale iraniana, una delle squadre più partecipative del torneo. Sul campo abbiamo scambiato qualche parola e così abbiamo iniziato a scambiarci informazioni: io ho chiesto quali canzoni o musiche gli sarebbero piaciute maggiormente così da renderli più “a casa” attraverso la musica proposta durante riscaldamenti, time-out e pause di gioco. Chiacchierando s’è creato un legame di amicizia con Bardia Sadat, opposto dell’Iran Under 21, e con altri giocatori e membri dello staff. Un dialogo semplice, fatto di poche parole che ha trasformato la musica in un vero linguaggio comune, capace di superare barriere linguistiche e culturali».
Proprio questo aspetto è stato notato anche all’estero. Il portale iraniano والیبال مدیا (Volleyball Media) ha dedicato un articolo al lavoro svolto a Carbonia, raccontando come molte delle canzoni più apprezzate in arena – incluse alcune molto popolari in Iran – fossero nate dai suggerimenti dei giocatori iraniani e dei tifosi presenti sugli spalti. Un dettaglio che ha colpito il pubblico iraniano, sorpreso di ritrovare brani della propria cultura musicale in un palazzetto internazionale durante un Mondiale FIVB.
Nel servizio, pubblicato in lingua persiana, Giuseppe Baratta viene descritto come un DJ e speaker con esperienza internazionale, impegnato nell’uso della musica non come semplice sottofondo, ma come strumento per creare connessioni e far sentire le squadre “a casa”, anche lontano dal proprio Paese.
La storia nata in Sardegna nel 2021 racconta bene cosa può diventare un grande evento sportivo quando comunicazione, musica e rispetto delle culture si incontrano: non solo una competizione, ma uno spazio di dialogo autentico. E dimostra, ancora una volta, come la pallavolo sappia unire persone, lingue e mondi diversi, anche grazie a ciò che accade intorno al campo.




Qui sopra Bardia Sadat (Iran) e Giuseppe Baratta durante il Campionato del Mondo U21 maschile di pallavolo nel 2021











