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Nel fine settimana Prossedi apre completamente le porte ai visitatori per le Giornate di Primavera del Fai 2026

Prossedi Giornate di Primavera del Fai

PROSSEDI – Cresce l’attesa a Prossedi per le Giornate di Primavera del Fai 2026, in programma domani (sabato 21) e domenica (22 marzo). Il delizioso paese in provincia di Latina, al confine con la Ciociaria, si prepara ad accogliere visitatori e appassionati in uno degli appuntamenti più prestigiosi dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico, con una partecipazione sentita che coinvolge l’intera comunità.

«C’è fermento in paese, dove cittadini, associazioni e amministrazione lavorano insieme per offrire un’accoglienza all’altezza dell’evento, con l’orgoglio di mostrare le bellezze del nostro territorio che è ricco di storia, tradizioni e scorci unici – dichiara Angelo Pincivero, sindaco di Prossedi – Accanto al percorso culturale sarà allestito uno spazio dedicato alle prelibatezze locali, dove i visitatori potranno conoscere e portare con sé alcune delle eccellenze gastronomiche del territorio».

A Prossedi i visitatori potranno trovare, tra le eccellenze gastronomiche del territorio, confetture di melograno, miele, formaggi di pecora, olio e prodotti a base di bava di lumaca, oltre al vino prodotto nello storico palazzo. A completare l’esperienza, i ristoranti del centro e del territorio proporranno menù ispirati alle tradizioni locali e alle tipicità della zona.

A Prossedi le Giornate di Primavera del Fai

Nel corso delle due giornate sarà possibile immergersi nel centro storico e nei suoi celebri vicoli, tra i più caratteristici del Lazio, e visitare alcuni luoghi di particolare interesse storico e architettonico normalmente non accessibili al pubblico. «Chi verrà a Prossedi potrà scoprire l’ex chiesa della Strammetta, uno scrigno di cultura a disposizione della collettività, ma anche la chiesa di San Nicola, e quella di Sant’Agata – aggiunge Danilo Torella, vicesindaco di Prossedi – in via eccezionale, proprio in occasione delle Giornate di Primavera del Fai, i visitatori muniti di tessera potranno visitare anche alcune stanze del palazzo baronale della famiglia Del Gallo».

Le visite si svolgeranno sia il sabato sia la domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, con ultimo ingresso alle 17:00, e avranno una durata di circa 30 minuti. Non è necessaria la prenotazione: sarà possibile accedere direttamente ai percorsi. Per l’ingresso al palazzo baronale sarà invece richiesta la tessera del FAI – Fondo Ambiente Italiano, che potrà essere sottoscritta anche sul posto e garantirà un accesso prioritario.

Le Giornate FAI di Primavera rappresentano anche un’importante occasione di sostegno alla missione della Fondazione: la partecipazione alle visite prevede una donazione libera. In caso di particolare affluenza l’ingresso ai luoghi potrebbe non essere garantito. Prossedi è pronta ad aprire le sue porte, mettendo in mostra il proprio patrimonio culturale e paesaggistico e confermandosi tra i borghi più affascinanti del territorio.

Prossedi Giornate di Primavera del Fai 2026

Il territorio di Prossedi, bagnato dalle acque dei fiumi Amaseno e Monteacuto, e posto a metà strada tra Frosinone e Priverno, insieme alla frazione di Pisterzo, raggiunge i 1236 abitanti. Il paese è posto a m. 206 slm su una ripida collina dei Monti Lepini che domina la Valle dell’Amaseno. Ciò ha permesso agli abitanti per secoli di tenere sotto controllo l’unica via di comunicazione tra la Valle del Sacco e la zona costiera.

Tracce di insediamenti umani risalgono al periodo pre-romano, mentre il borgo sembra fondato nel VII sec. d. C. , quando sei famiglie fuggirono da Priverno perché assediata dai Saraceni, da cui il nome “Persei” (1). Nel 1125 il paese viene preso da papa Onorio II ; successivamente si evidenziano molteplici passaggi di proprietà da una famiglia nobiliare all’altra: nel 1128 appartiene ai conti di Ceccano, nel 1391 a Raimondo de Cabanis, nel 1425 passato alla famiglia Conti, nel 1534 ai Chigi di Siena, nel 1544 ai Massimo, poi nel 1676 agli Altieri, nel 1726 ai de Carolis, nel 1746 ai Belloni, nel 1750 torna agli Altieri, nel 1758 ai Gabrielli.

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