Dalla prima partita del 13 settembre 1985 ai grandi protagonisti del calcio italiano, passando per centinaia di squadre, migliaia di giocatori e un pubblico affezionato. La storia dell’Inge Kallen è anche un pezzo della storia sportiva e sociale di Latina.
Le origini e il nome di Inge Kallen
La prima partita dell’Inge Kallen venne disputata il 13 settembre 1985, su un campo in erba naturale allestito nell’area dove sarebbe successivamente sorto il campo centrale dell’Agora Fitness di Latina.
La manifestazione prende il nome da Inge Kallen, fisioterapista tedesca che aveva lavorato per anni presso l’istituto fisioterapico del senatore Ajmone Finestra, fin dalla sua fondazione. La donna era scomparsa nei primi anni Ottanta e il torneo nacque anche per conservarne il ricordo.
Quella prima edizione si giocò in condizioni molto diverse da quelle che avrebbero caratterizzato gli anni successivi. Il terreno era ancora in erba naturale e la finale venne disputata nel fango, dopo un violento temporale che aveva interessato Latina per tutta la giornata.
Da quell’esperienza prese forma una manifestazione destinata a diventare uno degli appuntamenti più riconoscibili del calcio a sei nel Lazio.
Un torneo capace di richiamare campioni e migliaia di appassionati
L’Inge Kallen non era soltanto una competizione sportiva. Il campo centrale dell’Agora divenne progressivamente un punto di riferimento per gli appassionati di Latina, ma anche per spettatori provenienti da Roma, dalla Ciociaria e dal sud della provincia pontina.
Il livello tecnico era particolarmente elevato. Sul campo si affrontavano calciatori provenienti dai campionati di Serie D, Eccellenza e Promozione, insieme a protagonisti che avevano conosciuto anche la Serie A.
Tra i nomi più importanti figurano Vincenzo D’Amico e Bruno Giordano, protagonisti dello scudetto della Lazio del 1974, Andrea Carnevale, campione d’Italia con il Napoli, Massimo Piscedda e Andrea Agostinelli.
Non tutti riuscirono a conquistare il torneo. Tra questi grandi nomi, secondo le statistiche storiche della manifestazione, furono Vincenzo D’Amico e Andrea Carnevale a riuscire nell’impresa.
Nell’edizione 2005 partecipò anche Salvatore Zaffiro, protagonista del calcio a cinque italiano e componente della Nazionale vincitrice del Campionato Europeo del 2003.
I numeri di una manifestazione storica
Un documento risalente al periodo della ventiduesima edizione racconta le dimensioni raggiunte dall’Inge Kallen dopo oltre vent’anni di attività.
Nelle prime 21 edizioni erano state disputate 889 partite, con 458 squadre partecipanti e oltre 2.100 calciatori scesi sul campo centrale dell’Agora.
La manifestazione veniva descritta all’epoca come uno dei tornei continuativi più longevi d’Italia, secondo soltanto allo storico torneo dei Circoli Canottieri romani.
Sono numeri che testimoniano una continuità organizzativa e una partecipazione difficilmente riconducibili alla dimensione di un semplice torneo amatoriale.
I protagonisti e i record
La storia dell’Inge Kallen è ricca di personaggi, imprese e primati. Marco Croatto raggiunse cinque finali, vincendone tre e perdendone due.
Giliberto Gabriele, Luca Cornia e Nicola Maresca conquistarono quattro finali ciascuno, dalla prima edizione del 1985 con Bodema ai successi del 1990, 1992 e 1993 con Interlingua.
Tony Napoleoni, capitano della Nasa Estintori, perse la finale della prima edizione, disputata nel 1985 sul terreno reso fangoso dalla pioggia. Marco Olimpieri partecipò alle prime venti edizioni consecutive del torneo, conquistando anche il titolo nel 1986.
Virginio Moro riuscì in un’impresa particolare: vinse l’Inge Kallen prima da giocatore, nel 1987, e successivamente da allenatore, nel 1991, entrambe le volte con Pizzeria Felix.
Pete Marras, ex calciatore della Roma, conquistò l’edizione 2003 con PitOne ricoprendo contemporaneamente i ruoli di presidente-sponsor, allenatore, capitano e giocatore.
Lello Gallucci vinse tre volte: nel 1988 e nel 1989 con Colorificio Loggia e nel 2000 con Avossa Orafo.
Tra i protagonisti delle prime otto edizioni figurano anche Stefano Cucchi e Peppe Celli, che tuttavia non riuscirono mai a conquistare il titolo.
Un altro nome particolarmente legato alla storia calcistica pontina è quello di Gianfranco Mannarelli, indimenticato calciatore del Latina, capace di vincere entrambe le finali disputate, nel 1991 e nel 1996.
Dal torneo di settembre alle serate estive
Fino al 1999 l’Inge Kallen si disputava nel mese di settembre. Una collocazione che spesso esponeva la manifestazione alle interruzioni provocate dal maltempo.
La svolta arrivò nel 2000, quando il torneo venne organizzato per la prima volta durante l’estate. Il cambiamento contribuì a consolidarne la dimensione di appuntamento serale, capace di unire spettacolo sportivo, intrattenimento e socialità.
Anche il campo centrale cambiò nel tempo. Dall’erba naturale delle origini si passò progressivamente alle superfici sintetiche, fino agli interventi di ammodernamento che migliorarono le condizioni di gioco.
Il giornalino, gli speaker e l’arrivo su Internet
Un aspetto caratteristico dell’Inge Kallen è sempre stato quello della comunicazione. Già dalle prime edizioni, a metà degli anni Ottanta, veniva realizzato un giornalino del torneo, stampato e fotocopiato. A curarlo era Marco Olimpieri, che affiancava alle notizie sportive anche uno spazio dedicato alla satira, con vignette e caricature.
Un’altra innovazione fu l’introduzione dello speaker. Il primo a ricoprire questo ruolo fu Alessandro Allocca, che contribuì a trasformare le partite in uno spettacolo capace di coinvolgere anche il pubblico presente sugli spalti.
Dal 1999 Giuseppe Baratta diventò lo speaker ufficiale dell’Inge Kallen, iniziando un’esperienza che sarebbe proseguita fino al 2012. La sua presenza al microfono si accompagnò progressivamente alla gestione della musica, agli annunci, alle presentazioni e alle cronache giornalistiche delle partite.
Nel 2004 l’Inge Kallen arrivò anche su Internet, con un sito dedicato che raccoglieva tabellini, statistiche, curiosità e fotografie. Un’evoluzione significativa per una manifestazione che aveva già sviluppato, attraverso il giornalino e il lavoro degli speaker, una propria identità comunicativa.
Un pezzo della storia sportiva di Latina
L’Inge Kallen ha rappresentato molto più di una competizione calcistica. Per generazioni di giocatori e spettatori è stato un luogo di incontro, confronto e appartenenza. Un appuntamento capace di attraversare decenni, coinvolgere campioni affermati e calciatori locali, costruendo una tradizione riconoscibile.
Per Giuseppe Baratta, che ne è stato la voce per quattordici anni, il torneo ha rappresentato anche una palestra professionale: un luogo nel quale sperimentare la conduzione sportiva, il giornalismo, la musica e, successivamente, la comunicazione digitale.
Una storia che dimostra come anche una manifestazione nata su un campo di provincia possa diventare un riferimento importante per un’intera comunità.
Archivio storico Giuseppe Baratta.











