Traduzione italiana dell’articolo pubblicato da 月バレ.com (Gekkan Volleyball) il 14 settembre 2018, dedicato all’atmosfera dei Mondiali di pallavolo e al lavoro dello speaker Giuseppe Baratta.
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Il fotografo racconta l’atmosfera dei Mondiali di pallavolo 2018 in Italia, concentrandosi su come il pubblico viene coinvolto durante le partite.
Prima di tutto, vorrei presentarvi una persona importante per questa storia. Si chiama Giuseppe. Molti di voi probabilmente lo conoscono già: lavora nello staff del Latina, la squadra italiana di Serie A nella quale Yuki Ishikawa ha giocato fino alla stagione precedente. Si occupa soprattutto di comunicazione, ma nei giorni delle partite è anche lo speaker che anima il palazzetto. Ai Mondiali gli è stato affidato il ruolo di speaker della sede italiana. Grazie alla presenza di Ishikawa a Latina, usa anche qualche espressione giapponese. Durante la cerimonia inaugurale, introducendo l’inno del Giappone, ha detto in giapponese: «E ora, l’inno nazionale giapponese!». Mi ha davvero sorpreso. Sul suo profilo Instagram ci sono tante fotografie del suo lavoro e dei suoi incontri con i giocatori: dateci un’occhiata. Ecco alcuni modi in cui Giuseppe coinvolge il pubblico.
1. Il conto alla rovescia per l’ingresso dei giocatori. Quando è il momento di entrare in campo, Giuseppe avvia il conto alla rovescia. Gli spettatori lo seguono: «Dieci, nove, otto, sette…». Arrivati allo zero, i giocatori dell’Italia entrano di corsa, guidati da Zaytsev, mentre il palazzetto esplode in un boato.
2. Le luci degli smartphone. Dopo il riscaldamento i giocatori lasciano momentaneamente il campo, per poi rientrare durante la presentazione ufficiale. Le luci dell’impianto si abbassano e gli spettatori accendono le torce dei cellulari, muovendole lentamente da una parte all’altra. Il palazzetto si riempie di luci bianche ondeggianti: uno spettacolo suggestivo. Ricordo qualcosa di simile anche nei palazzetti giapponesi, ma vederlo con le tribune gremite emoziona. Il pubblico si sente parte dello spettacolo.
3. Lo speaker dice il nome, il pubblico risponde con il cognome. Durante il riscaldamento ufficiale Giuseppe presenta i giocatori: «Numero 5, Osmanyyyy!», e il pubblico risponde «Juantorena!». Poi: «Numero 9, Ivannnn!», e tutti gridano «Zaytsev!». È un modo semplice ma efficace per far partecipare gli spettatori e creare un senso di unità.
4. Il DJ invita l’arena a cantare. Durante alcuni brani musicali, il DJ abbassa improvvisamente il volume e lascia che siano gli spettatori a cantare. È come quando, durante un concerto, un artista rivolge il microfono al pubblico. Anche senza musica, le tribune continuano il ritornello all’unisono: un altro modo per creare partecipazione.
Questi sono alcuni dei momenti che mi hanno colpito. Giuseppe continua a coinvolgere gli spettatori durante tutta la partita e loro rispondono con entusiasmo. Forse dipende anche dal carattere degli italiani, ma qui il rapporto tra speaker e pubblico è fatto soprattutto di chiamate e risposte. Quando si punta la macchina fotografica verso le tribune, le persone sorridono e si mettono in posa. L’atmosfera è così coinvolgente che anch’io, mentre fotografavo, mi sono ritrovato a seguire il ritmo della musica. La pallavolo è spettacolare, certo, ma anche il clima del palazzetto merita di essere vissuto.
Vi ho raccontato l’atmosfera dell’impianto e il ruolo di Giuseppe. A contribuire allo spettacolo c’è anche la mascotte ufficiale, Barry. Rispetto alle mascotte giapponesi è forse più buffa che tenera, ma si dà molto da fare. Ieri, però, ha urtato con la coda una telecamera del sistema di video challenge ed è stato accompagnato via dallo staff. Per fortuna è tornato poco dopo. Ci salutiamo con queste immagini. Ciao!
Traduzione in italiano a partire dall’articolo originale, con formulazioni adattate per una lettura scorrevole.








