Nel 1998 Giuseppe Baratta arriva al torneo Inge Kallen di Latina per occuparsi del microfono e della musica. Prima di lui la voce del torneo era stata quella di Alessandro Allocca, collega e amico con il quale il rapporto è rimasto stretto negli anni. Per Baratta è l’inizio di un’esperienza che proseguirà fino al 2012.
All’inizio il lavoro è semplice: presentare le partite, annunciare i protagonisti, scegliere qualche brano per accompagnare l’attesa. Il campo del Centro Agora, però, offre una possibilità preziosa. Il pubblico è vicino, le reazioni si vedono e si sentono subito. Una battuta funziona oppure no; una canzone cambia l’atmosfera; una parola al microfono provoca una risposta dalle persone a bordo campo.
Baratta, che all’epoca gioca anche a calcio e conosce personalmente molti partecipanti, comincia a sperimentare. Non c’è un copione prestabilito. C’è il campo, ci sono le persone e c’è la necessità di capire quando parlare e quando lasciare spazio al gioco.
Quell’estate non nasce uno stile già compiuto. Comincia piuttosto un apprendistato sul campo, fatto di tentativi, errori e piccoli segnali raccolti sera dopo sera. L’Inge Kallen diventerà la sua palestra di comunicazione sportiva.
Per il quadro generale dell’esperienza, leggi Giuseppe Baratta e i quattordici anni all’Inge Kallen.
Archivio storico Giuseppe Baratta.












