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2006–2016, dieci anni con Piemme: Giuseppe Baratta e la pubblicità legale sul Messaggero

Copertina dell'archivio storico di Giuseppe Baratta, collage con ritratto, pubblico sportivo, Macintosh d'epoca, iPhone, giornale e microfono

Il Mondiale di calcio vinto dall’Italia era appena finito quando, nell’estate del 2006, Giuseppe Baratta iniziò una nuova esperienza professionale. Accanto al lavoro giornalistico per Il Messaggero, entrò nel settore della pubblicità legale attraverso Piemme S.p.A., concessionaria pubblicitaria legata al gruppo editoriale Caltagirone. Un’attività diversa dalla cronaca sportiva, destinata ad accompagnarlo per circa dieci anni.

Il primo riferimento fu Vittorio Gardini, allora responsabile dell’ufficio Piemme di Latina. Dal confronto con lui nacque l’opportunità di seguire le inserzioni legali destinate al quotidiano Il Messaggero, con un incarico esteso all’intera provincia di Latina.

Al centro del lavoro c’era «Legalmente», la rubrica settimanale dedicata alla pubblicità legale: avvisi di gara, bandi, aste giudiziarie e altre comunicazioni che enti, professionisti e operatori economici avevano necessità di pubblicare sulla stampa. Dietro quelle pagine, spesso considerate soltanto per il loro contenuto tecnico, c’era un’attività fatta di contatti, verifiche, scadenze e organizzazione.

Baratta era il referente sul territorio. Si confrontava con notai e studi notarili, avvocati, commercialisti, ordini professionali, uffici e realtà che dovevano diffondere avvisi con valore legale, oltre a soggetti impegnati nella ricerca e selezione del personale. Raccoglieva le richieste, ne seguiva la preparazione per la pubblicazione, curava gli aspetti contrattuali e manteneva i rapporti con i clienti. Il Tribunale di Latina e gli studi notarili della provincia rappresentavano interlocutori ricorrenti.

Era un lavoro commerciale, ma richiedeva anche precisione editoriale: comprendere il contenuto dell’avviso, coordinare le informazioni e rispettare i tempi di uscita. Baratta operava come agente di commercio, imparando a gestire trattative e rapporti continuativi con professionisti abituati a procedure e necessità molto specifiche.

Nel gruppo di lavoro ricorda in particolare Giancarlo Ulgiati, Diego D’Amici e Paolo Pecorilli, mentre Achille Giorgi seguiva gli aspetti amministrativi. L’esperienza non si limitava all’ufficio di Latina: comprendeva anche convention aziendali e trasferte in diverse città italiane, occasioni per conoscere colleghi, confrontarsi sui metodi di lavoro e comprendere meglio il settore pubblicitario.

Nel corso degli anni il mercato cambiò. La diffusione dei servizi digitali per le aste giudiziarie e la progressiva riduzione del peso della carta stampata modificarono le modalità con cui venivano gestite molte pubblicazioni. Anche l’attività legata a «Legalmente» attraversò questa trasformazione, fino alla conclusione della collaborazione, intorno al 2016.

Resta un capitolo importante del percorso professionale di Baratta, sviluppato in parallelo al giornalismo: dieci anni nei quali la capacità di ascoltare, negoziare, seguire un cliente e costruire rapporti di fiducia si affiancò alla scrittura e alla comunicazione. Competenze differenti, ma destinate a incontrarsi spesso nel lavoro degli anni successivi.

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